Guerra agli sprechi per aiutare i poveri

Da una parte i poveri, che non sanno che cosa mettere a tavola. Dall’altra il cibo, che a quintali finisce al macero. E al centro una legge, la cosiddetta legge Gadda, con cui anche l’Italia ha dichiarato guerra agli sprechi alimentari. Lecce e la sua provincia escono dal letargo. Grazie al prefetto Claudio Palomba che ieri ha chiamato a raccolta i più importanti attori della filiera dell’agroalimentare; e grazie alla Comunità Emmanuel, il cui Emporio della solidarietà, che si regge sulle gambe dei volontari e di pochi benefattori, da solo non ce la fa più a sfamare le migliaia di famiglie che ogni giorno bussano alla porta della carità. Il ghiaccio è rotto ma la strada verso la piena attuazione della legge sugli sprechi alimentari è ancora lunga. Benché l’Emporio della solidarietà potrebbe renderla operativa da subito se solo ci fosse la disponibilità di chi, di fatto, produce, commercializza o, comunque tratta i prodotti alimentari, considerato che,come spiega il suo responsabile, Salvatore Esposito, “siamo muniti di magazzino di stoccaggio, celle frigorifere per il fresco e per il congelato e di furgone refrigerato a norma di legge”. Da qui il tavolo convocato dal prefetto, a cui hanno risposto anche Regione, Provincia e Comune. E proprio il Comune ha un ruolo decisivo nell’attuazione della legge Gadda in quanto sottraendo la merce al macero, si ridurrebbero sia i costi della raccolta dei rifiuti sia quelli del loro smaltimento, quindi dell’inquinamento, fatto questo che, come già accade altrove, determinerebbe la riduzione significativa della tassa sui rifiuti per le aziende virtuose e solidali.
L’incontro di ieri è più che altro servito a fare opera di sensibilizzazione e informazione. Il prefetto ha però già messo in cantiere un’altra riunione, che dovrebbe tenersi tra una decina di giorni: l’obiettivo è creare un coordinamento permanente che, a partire dalla raccolta alimentare, si occupi di mettere in campo sul territorio le più disparate iniziative a contrasto della povertà, dalle raccolte alimentari, ai rapporti con le scuole, fino a programmi mirati sull’educazione alimentare.

Per saperne di più vedi anche articolo pubblicato sul sito della Prefettura di Lecce.

Tratto dal Quotidiano di Puglia del 14 gen 2017